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Sempre più denominazioni scelgono il rosato per le loro produzioni e l’Osservatorio mondiale dei vini rosati (curato dal Consiglio interprofessionale dei vini della Provenza e da France Agrimer, agenzia che fa capo al ministero dell’agricoltura francese) certifica una crescita nei consumi (dati 2013), che superano la soglia del 10% sul consumo di vino a livello mondiale.

Tra i Paesi consumatori, spiccano la Francia, gli Stati Uniti, la Germania e il Regno Unito, a cui segue l’Italia (che però è il maggiore esportatore, con i 2/3 di vino rosato che varcano i confini).

In termini di produzione, l’Italia è seconda solo alla Francia e dalla Puglia, in particolare, arriva il 40% del prodotto nazionale (dalla Daunia al Castel del Monte, fino al Salento). Le cantine hanno diversificato le linee di prodotto e migliorato la commercializzazione, valorizzando anche le versioni spumante e frizzante. Anche dalla GDO arrivano segnali positivi di ripresa dei consumi.

Questi dati (fonte: settimanale Trebicchieri – Gambero Rosso del 28 maggio 2015) confermano che il vino rosato si afferma sempre più come tipologia enoica diffusamente apprezzata, con un https://www.acheterviagrafr24.com/viagra-feminin-avis-med/ proprio carattere e il proprio inconfondibile sapore.

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